martedì 31 marzo 2009

lunedì 30 marzo 2009
Quelli dell'intervallo è una situation comedy italiana trasmessa da Disney Channel Italia, prodotta da Grundy Italia SpA. Format originale ideato da Elisabetta Cianci, Alessandro Coscia e Davide Crestani e portato al successo da Giovanni Zola. Lo show si incentra sulle vicende di tredici ragazzi che durante l'intervallo scolastico si ritrovano davanti alla finestra del corridoio dell'istituto a discutere su argomenti quotidiani e a combinare guai imprevedibili. Nell'ambito della produzione televisiva italiana, questa è la prima serie televisiva incentrata esclusivamente su ragazzi delle scuole medie.
La sitcom, negli ultimi anni, ha preso piede anche in altri paesi d'Europa, come ad esempio in Spagna dove la serie si chiama Cambio de Clase, in Germania con il nome di Kurze Pause, in Francia dal titolo Trop la Classe, in India col titolo Break Time Masti Time e inRegno Unito, Singapore, Stati Uniti, Cina, Russia e Australia con il titolo As the Bell Rings.

Hannah Montana è una sitcom prodotta dalla Walt Disney, trasmessa in tutto il mondo dal canale Disney Channel. Negli Stati Uniti lapremière della serie è avvenuta il 24 Marzo 2006. In Italia, invece, la trasmissione è iniziata il 21 settembre 2006 su Disney Channel Italia.
Il telefilm racconta delle normali vicende di una giovane adolescente, Miley Stewart (Miley Cyrus), che va a scuola, si diverte con gli amici e fa tutte le altre cose che fanno le sue coetanee. Ma la ragazza nasconde un segreto: ad insaputa di tutti, di notte si trasforma in Hannah Montana, una famosa pop star con milioni di fan. Gli unici a conoscere il suo segreto sono suo padre, Robbie Ray Stewart(Billy Ray Cyrus), che è anche il suo manager, il fratello maggiore Jackson Stewart (Jason Earles), ed anche i suoi due migliori amici,Lilly Truscott (Emily Osment) e Oliver Oken (Mitchel Musso).La serie è ambientata a Malibu in California: narra le vicende e la vita di Miley Stewart che frequenta la scuola media. Nessuno, ad eccezione di suo padre, suo fratello, e i suoi due migliori amici, sanno che in realtà Miley, mettendosi una parrucca bionda è Hannah Montana, una famosissima cantante pop che spopola negli Stati Uniti. Vive in una casa vicino alla spiaggia con suo padre Robbie Ray Stewart e suo fratello Jackson poiché sua madre è morta quattro anni prima, lasciando così a Robbie Stewart il compito di proteggere e mantenere i suoi figli. Oltre a tutti i suoi familiari, altri che conoscono il segreto della giovane Miley sono i suoi due migliori amici che frequentano la sua stessa scuola: Oliver Oken e Lilly Truscott.
La quattordicenne Miley Stewart frequenta la Seaview Middle School. Vive una vita serena con i suoi due familiari più cari: suo padre e suo fratello, poiché la mamma le è morta in circostanze non citate. Anche se a prima vista può sembrare una normale teenager, con l'aiuto di una parrucca si trasforma in Hannah Montana, una famosa cantante pop di successo. Lilly Truscott (Emily Osment) e Oliver Oken (Mitchel Musso), i suoi due migliori amici, sono gli unici (insieme alla famiglia) a sapere del segreto di Miley.
- Robbie Ray Stewart - Billy Ray Cyrus - doppiato da Angelo Maggi
Robbie Stewart è il padre-vedovo di Jackson e Miley. Oltre ad essere suo padre è anche il suo produttore/manager e le è sempre vicino durante i suoi concerti. Per non rivelare la sua vera identità, quando è nei panni del manager di Hannah Montana indossa baffi finti.
- Jackson Rod Stewart - Jason Earles - doppiato da Gabriele Patriarca
Il simpatico Jackson Stewart è il fratello di Miley e il primogenito di Robbie. Anche lui è a conoscenza del segreto di sua sorella e spesso usa questa situazione per avere appuntamenti con le ragazze. Il suo migliore amico è Cooper, e successivamente Thor.
- Lillian Lilly Truscott/Lola Luftnaggle - Emily Osment - doppiata da Veronica Puccio
Lilly è la migliore amica di Miley ed è sempre in mezzo quando si parla di Hannah Montana. Ama fare skateboard ed è ossessionata dallo shopping e dai ragazzi carini. Ha scoperto il segreto dell'amica intrufolandosi di nascosto nel camerino della pop star. Anche lei, a seguito della scoperta del segreto di Miley, assume un'identità segreta: Lola Luftnaggle, la migliore amica di Hannah Montana.
- Oliver Oscar Oken/Mick Rofonoli III - Mitchel Musso - doppiato da Alessio Puccio
Oliver è il migliore amico di Miley e anche lui è a conoscenza del suo segreto. Nella seconda e terza stagione di Hannah Montana, per seguire i concerti dal backstage adotta anche lui uno pseudonimo: "Mic Rofono Lee III".

Lilo e Stitch
Qui vive una bambina triste e incompresa di nome Lilo, grande fan di Elvis Presley, che ha perso i genitori e vive con la sorella maggiore Nani. A causa di questo, la sua famiglia è sotto osservazione da "Cobra" Bubbles, dei servizi sociali. Lilo adotta 626 al canile dove era stato portato avendolo scambiato per una razza strana di cane, e gli da il nome Stitch. L'alieno sta al gioco per proteggersi dagli emissari inviati dalla Federazione a cercarlo: lo stesso Jumba, in cambio della libertà, e Peakley, unico agente federale "esperto" del pianeta Terra, zona protetta poiché lì vive la "meravigliosa" specie della zanzara. Le tendenze distruttive di Stitch mettono Lilo in serie guai: la sorella perde il lavoro, e l'assistente sociale è ad un passo da portarle via Lilo, quando questa viene catturata, con Stitch, da Gantu, cui la federazione aveva affidato il recupero. Stitch riesce a fuggire, e chiede aiuto a Jumba e Peakley, entrambi appena licenziati.composizione,spiegazione del film walle
di Luca Bandirali e Enrico Terrone
Nel futuro, su un pianeta Terra ricoperto di rifiuti, invivibile e disabitato, il robot spazzino WALL-E si innamora della sonda EVE; quando questa viene riportata sull’astronave dove vivono gli umani superstiti, WALL-E la segue per manifestarle il suo amore.
Il film sviluppa un tema piuttosto ricorrente nel genere fantascientifico: il dualismo di tecnologia e sentimenti. La struttura del racconto è semplice: da una situazione di ordinarietà “iperbolica”, anch’essa tipica dell’immaginario fantascientifico (si veda la routine quotidiana di Will Smith in “Io sono leggenda”), si passa a un evento dinamico costituito dall’incontro con l’Altro (denominato modestamente EVE), e si ha il primo punto di svolta quando per seguire l’oggetto del desiderio, il protagonista abbandona il proprio mondo; quindi si entra in una fase di conflitti profondi che hanno il punto di massima crisi in una scena di morte del protagonista (WALL-E si sacrifica per liberare EVE), da dove si giunge a un secondo punto di svolta in cui gli antagonisti sembrano prevalere; infine abbiamo un canonico terzo atto con una via del ritorno irta di pericoli (ancora una morte e resurrezione del protagonista), e una versione letterale del ritorno con l’elisir che ha il potere di risanare la terra ferita. Nel ripercorrere la struttura mitica del “viaggio dell’eroe”, “WALL-E” rivela un assetto narrativo molto convenzionale, che si traduce in una sintassi estremamente arida, meccanica, in netto contrasto con il ritorno alla natura rigogliosa che dovrebbe essere il tema etico del film. Questa meccanicità investe soprattutto la delicatissima sfera delle trasformazioni, vale a dire della disponibilità dei personaggi a compiere un vero percorso che li porta al cambiamento, a essere un po’ diversi da quel che sono all’inizio: gli umani, che da settecento anni vagano nello spazio inconsapevolmente dominati dalle macchine, imparano il senso della vita e recuperano l’amore per il pianeta-patria in un battito di ciglia; in particolare il comandante si trasforma interrogando pigramente una pronipote di Wikipedia, e ha un momento di illuminazione invero abbastanza ridicolo quando nota che tutti i suoi predecessori sono sempre ritratti con l’oscuro timoniere tecnologico al fianco.
I difetti strutturali di “WALL-E” non sono dissimili da quelli di tutta la produzione Pixar, nata come laboratorio dell’animazione digitale in casa Disney: il character design, fin da “Toy Story” ha sempre mostrato una forte inclinazione al fotorealismo, cioè alla verosimiglianza degli oggetti di sintesi integrati dal sound design, provocando un senso di stupore e meraviglia che sembra riportare il dispositivo a Méliès e agli albori del cinema; ma al tempo stesso l’estetica Pixar ha sempre mostrato difficoltà enormi nella rappresentazione dell’umano, che infatti resta il problema di “WALL-E”, quando lo spettatore si chiede come mai – visto che le macchine sono realistiche e non stilizzate – gli umani debbano essere dei cartoni animati. Di fatto, a scegliere il soggetto della storia è la macchina, il pennello digitale, e allora ci si affanna a recuperare l’umano a livello tematico, come “pacchetto” di sentimenti da installare nel dispositivo tecnologico.
In rapporto alle produzioni precedenti della Pixar, la vera novità di “WALL-E” è la verniciatura pseudo-filosofica che si basa su un riferimento insistente a “2001: Odissea nello spazio”, con un monolito bianco invece che nero, il computer di bordo ugualmente monoculare e infido, lo Strauss del valzer e lo Strauss dello Zarathustra. Così, dopo aver assistito a un paio d’ore di imbarazzanti moine fra due barattoli semoventi, lo spettatore culturalista se ne esce dalla sala comunque ampiamente soddisfatto, con il paniere colmo di citazioni e imbeccate e la sensazione di aver contemplato qualcosa di veramente importante, quasi quanto una mostra di arte contemporanea. Invece i bambini che erano andati al cinema con la semplice speranza di vedere un cartone animato portano in volto un’espressione perplessa, annoiata, un po’ allibita. Noi riteniamo che abbiano ragione loro.

Recensione del film Walle
Dopo lo straordinario successo nel 2007 conRatatouille, la Pixar è già pronta a lanciare il suo nuovo lungometraggio animato in computer grafica. Diretto dal regista di "Alla ricerca di Nemo", Andrew Stanton, si intitolerà WALL•E (si pronuncia "uolli") e dovrebbe uscire il 27 giugno di quest'anno.
Wall-E sarà ambientato nel futuro, più precisamente nel 2700, e il protagonista sarà un piccolo robot chiamato, appunto, Wall-E (acronimo per Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) che dopo anni passati in solitudine a svolgere le mansioni per cui gli umani lo hanno programmato incontra Eve un altro robot con cui affronterà mirabolanti ed esilaranti avventure in tutta la galassia per salvare la Terra.
Di seguito travate il primo trailer italiano e l'ultimo lungo e bellissimo trailer internazionale appena uscito:
Wall-e è l'ultimo robot rimasto sulla terra dopo che gli umani l'hanno abbandonata perchè invasa dai rifiuti. Si sono dimenticati di spegnerlo e lui da 700 anni continua a fare quello per cui è stato costruito: comprimere e ammassare rifiuti. Non parla ma si fa capire molto bene a gesti e attraverso una gamma di suoni espressivi come faceva R2-D2 di Guerre Stellari. È un robot animato come un animale antropomorfo, un piccolo Charlot: operaio alienato che sogna un domani migliore guardando il cielo stellato. E quando dal cielo questo domani migliore arriva sotto forma di un altro robot, Eve, più moderno e programmato per cercare vita sulla Terra, Wall-e lo insegue sull'astronave madre. Lì, sempre come il vagabondo di Chaplin, sarà un portatore sano e inconsapevole di caos e anarchia assieme agli altri "devianti" della società cioè i robot difettosi, l'equivalente di quella famiglia di freak che erano i pesci da acquario con cui aveva a che fare Nemo.
Andrew Stanton torna a raccontare "un'odissea d'amore" dopo quello straordinario road movie acquatico che è stato Alla Ricerca di Nemo e lo fa sostituendo alla vastità dell'oceano la profondità dello spazio e alla forma del film on the road quella del cinema di fantascienza distopico. Ma Wall-e non è la solita celebrazione della riappropriazione da parte dell'uomo della sua umanità in un futuro dove la tecnologia ha vinto sullo spirito, al contrario è un film capace di commuovere anche solo con un abbraccio, che afferma la bellezza e il romanticismo della tecnologia attraverso alcune delle scene più semplici e disarmanti che il cinema abbia mai offerto.
Wall-e dunque è prima di tutto uno dei più rivoluzionari film di fantascienza mai visti (realizzato con un unico gigantesco punto di riferimento: 2001: Odissea nello spazio) nel quale il mondo delle macchine è a tutti gli effetti centrale. I robot non sono solo l'entità da combattere ma una società a sé: hanno una loro vita, loro sentimenti e valori propri (come il concetto di "direttiva"), i protagonisti di una trama autonoma rispetto a quella che coinvolge gli umani. Wall-e e Eve non combattono per salvare la razza umana, quello accade incidentalmente e secondariamente, combattono a fianco di altri robot buoni contro i robot cattivi prima di tutto per salvare se stessi e il loro amore, degli umani non gli importa.
Il nono lungometraggio della Pixar è l'ennesimo annuale capolavoro capace di cambiare definitivamente il modo in cui viene imitata la macchina da presa e le sue lenti nell'animazione computerizzata e come al solito ci mette di fronte al miglior cinema immaginabile oggi.
Un film che afferma con una forza che mai avevamo visto nei lungometraggi della società diLasseter l'importanza e la centralità del racconto audiovisivo (e quindi del cinema) nel modo in cui conosciamo la realtà. Tutti i momenti chiave del film sono mediati dalla visione di un video (sia reale che di finzione): dalla conversione del capitano della nave, all'educazione sentimentale di Wall-e (attraverso la visione ripetuta di Hello, Dolly! di Gene Kelly), dalla scoperta dell'amore per Eve (in uno stupendo flashback visto in prima persona su monitor), fino all'inganno del capitano nei confronti del computer della nave (perpetrato con alcuni tipici trucchi cinematografici).
Il film di Walle


